Corso di base per Assistenti familiari 29 novembre 2014 ...

Corso di base per Assistenti familiari 29 novembre 2014 ...

PAUSA MUSICALE con Viola dinverno di Roberto Vecchioni 2 Corso specialistico Assistenti familiari per Pazienti con malattie avanzate e/o terminali 30 gennaio 2016

Centro Universitario Interdipartimentale per le Cure palliative presso Cascina Brandezzata Lassistenza in Hospice Dott.ssa Adele Calori Coordinatrice Infermieristica Hospice Cascina Brandezzata

Argomenti della lezione Il Senso dellHospice Competenze degli operatori: i core curriculum medico, infermiere , OSS Organizzazione del lavoro : quipe, riunione settimanale, supervisione ,aggiornamento Modalit relazionale : la scelta condivisa Direttive Anticipate

Il Senso dellHospice ACCOGLIENZA VIVERE LA FINE DELLA VITA RISOLVERE I SOSPESI SENTIRSI A CASA MORIRE Il Senso dellHospice

LA CURA DELLA PERSONA E DEI SUOI CARI Il Core Curriculum del medico, SICP 2012 Il core dellapprendimento in cure palliative : comprensione e rispetto dei valori e bisogni del paziente; valutazione multidimensionale: approccio clinico multidimensionale;

quipe multiprofessionale: condizione e modalit operativa; lavoro interprofessionale-transdisciplinare - coordinamento e integrazione clinica - reti di cura - condivisione. Il Core Curriculum del medico, SICP 2012 La comunicazione con il malato, la famiglia

e allinterno dello staff lo strumento professionale principale. Costituisce il corestrategico delle competenze palliativiste. La comunicazione competente un fattore distintivo e un elemento di valutazione primario.

Il Core Curriculum del medico, SICP 2012 LOMS e i suoi partner riconoscono nella collaborazione interprofessionale, nelleducazione e nella pratica professionale, una strategia innovativa che pu giocare un ruolo importante nel mitigare la crisi globale degli operatori sanitari. La formazione interprofessionale avviene quando studenti di due o pi professioni imparano su, tra e con altri, cos da consentire uneffettiva collaborazione e il miglioramento delle

conoscenze e dei risultati. La formazione interprofessionale una condizione necessaria per preparare operatori capaci di pratica collaborativa, ossia meglio pronti a rispondere ai bisogni locali di salute. La collaborazione avviene quando pi operatori con differenti professionalit e background, lavorano insieme con i pazienti, Il Core Curriculum dellinfermiere , SICP 2013 Le sue funzioni si esprimono attraverso lacquisizione di unalta padronanza di cinque

fondamentali ordini di competenze, tra loro ben articolati: 1.Competenze etiche: finalizzate alla comprensione delle situazioni cliniche difficili e controverse dellassistenza in Cure Palliative. 2. Competenze cliniche: per appropriati ed efficaci interventi di valutazione e trattamento dei sintomi della fase avanzata di malattia in ogni patologia evolutiva. 3. Competenze comunicativo-relazionali: finalizzate ad unassistenza rispettosa dellunicit, della dignit e della volont della persona assistita e della famiglia. 4. Competenze psicosociali: per unassistenza attenta ed efficace alla globalit dei bisogni espressi.

5. Competenze di lavoro in quipe: per un approccio integrato alla gestione dei problemi assistenziali. LE CORE COMPETENCIES DELLOPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE 2013 Lintervento di pi figure e operatori, e quindi anche dellOperatore Socio-Sanitario (O.S.S.) con una specifica formazione in cure palliative, finalizzato a favorire la continuit assistenziale, e il miglior livello di autonomia

possibile, sfruttando le capacit residue del paziente e coinvolgendo ed integrando la famiglia allinterno dellequipe assistenziale. Nel lavoro dequipe la competenza e il ruolo dellO.S.S. sono centrali in relazione alla comunicazione, allassistenza al paziente e alla famiglia, e alla collaborazione efficace a livello multidisciplinare e multiprofessionale . In particolare, lO.S.S. allinterno dellequipe assistenziale in cure palliative, collabora per avere una visione globale della persona, nelle sue componenti socio-psico-fisiche.

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO quipe riunione settimanale

supervisione aggiornamento MODALIT RELAZIONALE Per Shared Decison Making si intende un modello di condivisione della decisione che il medico pu utilizzare con il proprio paziente. La Commissione Statunitense per lo Studio dei Problemi Etici in Medicina , nel 1982 considera per la prima volta la Shared Decison Making: La commissione, pur riconoscendo la difficolt del compito,

ritiene che "il processo decisionale condiviso" l'ideale per appropriati rapporti professionali con il paziente che, una sana dottrina del consenso informato dovrebbe sostenere. IL MODELLO DELLA SCELTA CONDIVISA Shared Decision Making Gli elementi chiave di questo modello sono: la decisione deve essere condivisa dal medico con il paziente;

sia il medico che il paziente compiono una serie di azioni per partecipare al processo decisionale; le informazioni devono essere condivise tra le persone coinvolte nel processo decisionale; la decisione che ne deriva deve essere condivisa da tutti i soggetti coinvolti. GRAZIE PER LASCOLTO

I sistemi infusionali a domicilio e in Hospice POMPE ELASTOMERICHE IPODERMOCLISI In caso di dolore di entit maggiore, il dolore pi intenso, e richiede un approccio pi complesso.

L a somministrazione dei farmaci antidolorifici avviene con le pompe elastomeriche. Pompa elastomerica Pompe elastomeriche Le P.E. presenti sul mercato

si differenziano per: VOLUME MAX (o capienza totale) Che varia da un minimo di 60ml a un massimo di 275ml. DURATA Che varia da un minimo di 12h a un massimo di 7 giorni VELOCITA DI FLUSSO/ORA Che varia da un minimo di 0,2ml/h a un massimo di 10ml/h

La P.E. pu essere utilizzata per via: E.V. PERIDURALE-EPIDURALE TUBO NEURALE (o BLOCCO CONTINUO) INTRARTICOLARE INTRALESIONALE SOTTOCUTANEA

COLLABORAZIONE TRA PAZIENTE, FAMIGLIARI,OPERATORI SANITARI UNA BUONA COLLABORAZIONE FACILITA: LO SCAMBIO DELLE INFORMAZIONI IL MONITORAGGIO DELLA TERAPIA LESPRESSIONE DEI BISOGNI UNA CATTIVA COLLABORAZIONE DETERMINA: DIFFICILE COMPLIANCE DEI TRATTAMENTI

SOLITUDINE DEL PAZIENTE CHIUSURA RIPIEGO CRONICIZZAZIONE DEL DOLORE ESSERE ATTENTI PORTA AD ACCOGLIERE IL PAZIENTE CON IL SUO DOLORE PER : FAVORIRE LA VERBALIZZAZIONE E AUMENTARE LA

SOGLIA DI TOLLERANZA ASCOLTARE IN MODO ATTIVO NON PENSARE DI DOVER FORNIRE SUBITO DELLE SOLUZIONI EVITARE DI FUGGIRE EVITARE DI DELEGARE LASCOLTO Ovviamente in ciascuna di queste scelte terapeutiche avremo differenze di:

CONCENTRAZIONE DEL FARMACO VELOCITA DI FLUSSO. VOLUME TOTALE. MISCELA DEL FARMACO Verificare lefficienza/perviet/fissaggi o della via di somministrazione. Collegare

in modo asettico il presidio e fissarlo in modo che si possano mantenere nel tempo le condizioni ideali per un buon funzionamento dello stesso. INFORMAZIONE AL PAZIENTE Illustrare al paziente lo scopo e il funzionamento del

presidio. Dare le brevi istruzioni che deve conoscere per preservare il buon funzionamento dello stesso. DARE PAROLE AL DOLORE RESTA UN IMPERATIVO E UN DOVERE A CUI NON E POSSIBILE SOTTRARSI. DARE PAROLE AL DOLORE E GIA INTRAPRENDERE UN PERCORSO DI CURA. ASCOLTARE IL DOLORE E GIA CURARE.

AL DOLORE NON SI RISPONDE CON IL SILENZIO. La via sottocutanea E' da preferire la via di somministrazione dei farmaci meno invasiva possibile, generalmente la via orale Ci possiamo trovare di fronte a diverse situazioni in cui la via orale impraticabile e la via sottocutanea si presenta come valida

alternativa: Disfagia Nausea e vomito Eccessivi effetti collaterali con l'assunzione per os (es sonnolenza da oppiacei) Malassorbimento (resezioni intestinali, occlusione intestinale) Deficit cognitivi

Scarsa adesione al trattamento orale, in particolare negli ultimi giorni di vita Vantaggi Somministrazione sia a bolo che in infusione continua (CSCI) Effetto depot Concentrazioni plasmatiche simili all'infusione endovenosa Il sistema impiantato riduce la necessit di iniezioni

Facilit d'uso per i caregiver anche in setting domiciliare ( sufficiente perforare un tappino o raccordare una siringa) la CSCI permette il controllo di pi sintomi con una combinazione di farmaci l'impiego nella CSCI di elastomeri, leggeri e portatili, aiuta a mantenere quanto possibile l'autonomia

SVANTAGGI Necessaria la formazione del personale per la preparazione dei sistemi di infusione Possibile infiammazione e dolore nella sede di infusione, possibile formazione di granulomi Attenzione a adeguato pannicolo adiposo, area non irradiata, non infiammata non

edematosa postura del paziente facilit di accesso per il caregiver Controindicata in pazienti in stato anasarcatico, fibrosi o flogosi cutanea Controindicata nelle coagulopatie L'infusione continua sottocutanea di miscele I farmaci vengono somministrati attraverso:

- Infusione di soluzione fisiologica 500 ml a 21 ml/ora, da rinnovare all'esaurirsi della flebo (durata nominale 24 ore) - Pompa elastomerica serbatoio elastomerico e regolatore di flusso. Durata da 2 a 7 giorni, anche a flusso variabile. ATTENZIONE: Aumentano il flusso rispetto la velocit nominale: - riduzione del volume di riempimento - aumento della temperatura

E' possibile infondere sottocute morfina cloridrato, buprenorfina (Temgesic), tramadolo (Contramal), metadone desametasone, betametasone (Bentelan), metilprednisolone (Solumedrol) metoclopramide (Plasil), levosulpiride (Levopraid), alizapride (Limican) scopolamina butilbromuro (Buscopan) furosemide (Lasix) ranitidina (Zantac)

midazolam (Ipnovel) delorazepam (En) ATTENZIONE E' controindicato l'uso sottocute perch irritanti: diazepam (Valium); clorpromazina (Largactil) valutare sempre la compatibilit fisica della miscela attenzione a cristallizzazioni, opalescenze, alterazioni del colore

spesso desametasone e ketorolac creano problemi di compatibilit Possibile consultare ,per chiarimenti : www.palliativedrugs.com IPODERMOCLISI La ipodermoclisi una tecnica che consiste nella somministrazione sottocutanea di liquidi ed elettroliti (soluzione salina allo 0.9% o allo 0.45%), al fine di ricostituire il patrimonio idrosalino di pazienti modicamente disidratati, in cui sia impossibile la somministrazione per

via orale od endovenosa. E' utile anche per la somministrazione di glucosio al 5% Le soluzioni da infondere devono essere obbligatoriamente isotoniche e comunque non devono avere sostanze o elettroliti che diano senzazione di bruciore, l'ipodermo non utilizzata per infondere farmaci dato che ci possiamo avvalere dell'iniezione intramuscolare o dell'infusione con fleboclisi. TECNICA

Medico ed infermiere eseguono la somministrazione ipodermica con con ago butterfly, aghi butterfly, agocannule, BD Saf-T-Intima, solo che il posizionamento dell'ago/cannula deve avvenire nell'ipodermo. preferenzialmente in sede addominale, ascellare o toracica sottoclavicolare (con possibilit di rotazione delle sedi) Le sedi pi grandi possono consentire l'infusione lenta anche di 500 cc, infusione lenta che se pi veloce

della velocit di riassorbimento crea un rigonfiamento che poi si riassorbir in seguito. Grazie

Recently Viewed Presentations

  • Radiation and Radioactivity

    Radiation and Radioactivity

    The number of protons in a nucleus determines the element of the atom. For example, the number of protons in uranium is 92 and the number in neon is 10. The proton number is often referred to as Z. Atoms...
  • Recall HashTable - University of California, Santa Cruz

    Recall HashTable - University of California, Santa Cruz

    In fact, the fingerprints must be Omega(logn/b) bits in order to ensure high space efficiency. Where n is table size, and b is bucket size.Fortunately, for the scale of many practical problems, due to the constant factor and log n...
  • VOCAB LESSON 5 - WordPress.com

    VOCAB LESSON 5 - WordPress.com

    VOCAB LESSON 5. PUMP UP YOUR VOCABULARY! Complete your vocab chart and submit it on the day of the quiz next week. Don't forget the midterm is Mon. Jan 26—STUDY!!!
  • Pre-experimental Designs

    Pre-experimental Designs

    CHAPTER OVERVIEW Experimental Designs Internal and External Validity and Experimental Design Controlling Extraneous Variables TRUE EXPERIMENTAL RESEARCH METHODS Allow statements about cause and effect By controlling potential sources of variance The simplest experimental design Randomly selects subjects from population Experimental...
  • Socialization - Quia

    Socialization - Quia

    - * 16 16 16 16 After desocialization occurs, resocialization will happen. This is when people adopt new norms, behaviors, values, and attitudes. A process of socialization in which individuals take up new social identities and make a sharp break...
  • Green Initiative for NPG Co. January 24, 2011

    Green Initiative for NPG Co. January 24, 2011

    Green Initiative for NPG Co. January 24, 2011 NPG Green Initiative • Leadership: Industry and Community • NPG Vision and Values Aligned • "It's Our Responsibility" Today's presentation: • The Green vision and what it means • Current Green projects...
  • Plant Cells: 1) Elodea 2) Onion Pluck 1

    Plant Cells: 1) Elodea 2) Onion Pluck 1

    40X. Largest field of view. Pluck 1 Elodea frond & place it on a microscope slide. Add 1 drop of water & then a coverslip. Place the slide on the stage & bring the image into focus under LOW power.
  • Land Use Issues for Solar and Landfill GasGeneration

    Land Use Issues for Solar and Landfill GasGeneration

    4. Roof Top Solar. b. Drawbacks. 1) Participation is largely limited to homeowners - renters excluded. 2) Issue of moving from one home to the next and perhaps losing some or all of the investment. 3) Limited to about one-half...